Piccola storia del numero
Il numero può essere definito come
un "ente matematico" che consente
di rappresentare, in forma scritta, attraverso segni convenzionali, un'idea
che esprime il senso di quantità. La forma di rappresentazione con
10 cifre, che oggi ci è familiare, venne sviluppata originariamente
in India dove, già dal III secolo a.C., era di uso comune. A quel
tempo le cifre 1, 4 e 6 venivano scritte praticamente nello stesso modo
di oggi. Il sistema numerico indiano fu diffuso nel mondo arabo probabilmente
intorno al VII-VIII secolo d.C. e fu introdotto in
occidente da Leonardo il Pisano detto "il
Fibonacci"
(cioè figlio di
Bonacci) che con la pubblicazione del suo trattato "Liber Abaci"del 976 d.C. fece conoscere
un metodo di calcolo, finora allora quasi sconosciuto in Europa, che aveva
appreso dai mercanti Arabi con i quali teneva rapporti commerciali. L'innovazione
più importante introdotta dagli arabi nel sistema delle "cifre
arabe" fu la notazione posizionale, in cui i singoli simboli
acquistano valori diversi a seconda della posizione che essi occupano nel
numero scritto. La notazione posizionale è resa possibile dall'uso
di un simbolo per lo zero: esso infatti permette di distinguere numeri
quali 11, 101 e 1001 senza richiedere l'uso di simboli aggiuntivi. La notazione
posizionale ebbe anche il vantaggio di semplificare molto tutte le forme
di calcolo numerico scritto rispetto ai numeri
romani che ancora erano in uso.
Oggi tutto il mondo utilizza
queste cifre; se c'è un'invenzione che ha avuto un destino universale,
è proprio questa ed è grazie alla combinazione dei 10 numeri
indù che il progresso tecnologico ha potuto progredire fino all'avvento
del computer. E' proprio per rendere comprensibile ai chips di cui è
composto il computer, che è stato necessario introdurre un sistema
di calcolo che fosse basato sul sistema binario
(due sole cifre 1 e 0). Un altro sistema utilizzato in informatica è quello a base 8,
ottale,
che permette di operare più velocemente sui numeri binari, molto utile con i protocolli di livello più elevato come
quelli di trasporto, i quali utilizzano fondamentalmente gli ottetti; e
quello a base 16, esadecimale,
che viene usato nelle rappresentazioni ad alto livello dei flussi di dati,
degli indirizzi di memoria, delle mappe di caratteri ed altro ancora.
. Altre forme di numerazione possibili sono quelle con numeri ternari,
quaternari, e duodecimali.